Roland Garros, Nadal diventa leggenda Roland Garros, Nadal diventa leggenda

Publicado el 13/06/2013

Battuto Ferrer in tre set: ottavo trionfo a Parigi

GIORNATA UGGIOSA - Il match con David Ferrer, il clone che fa tutto come Rafa ma molto peggio, giocato per lunghi tratti sotto la pioggia, quarta finale al cento per cento spagnola nella storia del torneo, è a senso unico, come da pronostico: 6-3, 6-2, 6-3 in 2 ore e 18’. Rafa non al suo meglio, ma è comunque devastante per le capacità di David, che è pur sempre numero 5 del mondo (e da oggi, paradosso dei paradossi, scavalcherà in classifica il connazionale re di Parigi!) però non ha armi per disinnescare quelle dell’originale, il ragazzo di Manacor nato per stupire.

59 MATCH IN 9 ANNI - Con quello di sabato, diventano 59 i match vinti da Nadal a Parigi in 9 anni: la sola sconfitta risale al 2009, per mano del talentuoso svedese Soderling (di cui nel frattempo si sono perse le tracce), che sorprese lo spagnolo (e ancora oggi Rafa si domanda il perché…). Rafa si mette alle spalle l’invasione dei contestatori contro le nozze tra gay e si commuove quando sente l’inno spagnolo. Per lui da Madrid è arrivato il principe Felipe, erede al trono. Per lui, per un giorno, in tribuna al Roland Garros si sono riuniti i genitori, separati da qualche anno. Per lui è volato a Parigi l’uomo più veloce del mondo (reduce dalla delusione del Golden Gala, dove è stato battuto dall’americano Gatlin). Jean Paul Belmondo, nello splendore dei suoi giovanissimi 80 anni, guarda Usain Bolt in panama bianco mettere la coppa dei moschettieri tra le mani incerottate e callose di Rafael Nadal, il terraiolo più forte di sempre, il tennista con la data di scadenza incorporata che l’anno scorso (tendinite al ginocchio) ha temuto di dover smettere, il ragazzo che ama andare a pesca nel mare delle sue Baleari e, tra un'orata e l’altra, pesca titoli dello Slam.

Corriere della Sera